Il Diario di bordo

Iniziamo questo diario di bordo dalla relazione di Arturo fatta al suo rientro a casa. E' la sintesi di questi sette giorni di campo e racchiude tutte le emozioni e le esperienze fatte.

A seguire il Diario di bordo scritto da tutti gli altri

VIAGGIO ANDATA:

Dopo gli ultimi saluti a Guidonia, prendiamo il pullman che ci porta alla stazione Ostiense, da li inizia un attesa di circa due ore fino all’arrivo del nostro treno. Dopo la sistemazione dei bagagli ci mostrano dove avremmo alloggiato per le lunghe 24 ore circa di viaggio (magari 24 ore!!!). Piccole cuccette con capienza di 4-5 persone sedute, e senza spazio di movimento! Situazione inizialmente che ha provocato leggera preoccupazione e disagio, ma proprio grazie a queste umili cuccette è stato possibile trovare una situazione più calda e familiare tra noi…I pasti erano quello che erano, e per noi abituati a mangiare da veri signori abbiamo trovato molte difficoltà, difficoltà che con il passare dei giorni sono diventate spunto di crescita anche in quest’aspetto. Viaggio che trascorreva tranquillamente, in buona compagnia, tra una chiacchiera e una partita a carte…all’improvviso il treno si ferma alla fermata di servizio. La fermata è più lunga del solito. Arriva la notizia scioccante della morte di Andrea, ragazzo di 37 anni facente parte del gruppo di Perugia; morto a causa di un bocconcino di mozzarella che lo ha soffocato… arrivata la notizia dall’altoparlante eravamo increduli di ciò che era successo…e le domande che sorgevano erano molte, ma spiccava insistente questa: PERCHE’ proprio nel viaggio a Lourdes?...le risposte ovviamente non sta a noi saperle e l’unica cosa che abbiamo potuto fare in quel momento è racchiuderci in un  momento di preghiera per lui e soprattutto per i suoi familiari e facendoci forte della convinzione che per Andrea forse era arrivato il momento, proprio nel viaggio verso la pace e la speranza interiore.

Il viaggio prosegue e dato l’incidente le ore si prolungano; con un ritardo di 5-6 ore arriviamo alla stazione francese nel primo pomeriggio e dopo un piccolo spostamento in pullman (allietato da un sacerdote gesuita, padre Francesco da Napoli) arriviamo al santuario di Lourdes, inizia l’avventura!

  SISTEMAZIONE:

Subito ci “scortano” dentro l’Accueil Notre Dame, un accogliente ospedale funzionale anche per accogliere gruppi di pellegrini; ci danno alcune indicazione e ci mostrano le stanze, ampie ed accoglienti. Abbiamo appena il tempo di posare i bagagli e subito ci vengono date indicazioni sul come muoverci negli spazi che ci riguardavano e le disposizioni sul servizio che ognuno di noi doveva svolgere, ma del servizio ne parleremo alla fine… concluso questo breve momento ci dileguiamo a fare una veloce visita turistica all’interno di questo ospedale, se cosi vogliamo chiamarlo! Il primo impatto è stato molto buono, avvolti da una sensazione di pace e tranquillità…circondati dal verde e dalle montagne, ma soprattutto da migliaia di persone che al contrario di provocare disturbo o agitazione, sembravano fare un tutt’uno con il posto che ci circondava...

 CELEBRAZIONE INTRODUTTIVA:

Dopo una breve visita al luogo dove saremmo stati i successivi 5 giorni, ci siamo riuniti con il nostro gruppo e tutti gli altri gruppi facenti parte degli operatori ai servizi, alla chiesa a pochi passi dall’Accueil…molte persona avevano preso parte alla celebrazione. La celebrazione inizialmente è apparsa secondo il mio punto di vista, preso dalla stanchezza del viaggio e dalla novità del posto, un pò lunga ma fondamentale per iniziare il tutto. Ci è stata fatta l’introduzione di tutto, la spiegazione dei nostri servizi e di quello a cui andavamo incontro e in che modo dovevamo disporci .

 PROCESSIONE E DEPOSIZIONE DELLA CROCE:

Il giorno seguente dopo aver fatto un bel riposo e riprendendosi dal viaggio, abbiamo partecipato alla processione per deporre la Croce fino al Calvario Bretone, un spazio di prato dedicato a tutte le croci deposte dai gruppi di pellegrini passati per quel luogo. Deposta la croce la benedizione ed una breve preghiera di ringraziamento. Da li che è nata l’idea di costruirne anche noi del gruppo una croce per poi piantarla insieme alle altre. Rispecchiando il nostro stile francescano di umiltà, abbiamo costruito una piccola croce con dei pezzi di legno trovati vicino al fiume, e finita di costruirla anche la nostra è stata deposta !!!

 CONFESSIONE:

Dopo abbiamo assistito alla penitenziale, momento molto profondo in cui erano a disposizione nella chiesa spazi per la confessione, ma l’istinto o qualcosa del genere mi ha spinto ad allontanarmi da li…forse a causa dell’atmosfera in cui si svolgevano le confessioni, con troppa gente intorno, i canti di sottofondo e la vastità della chiesa; ho quindi deciso di cercare da altre parti   questo spazio… Ci siamo incamminati fino ad un edificio dove c’erano piccole cappelle e spazi appositi per la confessione divisi per la lingua parlata; trovati i confessionali italiani mi siedo in attesa che se ne liberi uno, e vengo accolto da un allegro sacerdote siciliano che per sciogliere il ghiaccio mi fa subito qualche battuta. Come se mi leggesse nel pensiero mi premette subito che la confessione sarebbe stata informale, senza tener conto dei soliti schemi… era quello che cercavo! Abbiamo iniziato a parlare come se ci conoscessimo da tanto tempo raccontandoci le nostre vite e ovviamente esplicandogli le mie “preoccupazioni”. Abbiamo parlato del più e del meno, soprattutto del più diciamo, facendo un analisi completa di tutto ciò che avevo bisogno…Una confessione del tutto insolita devo dire, e ripeto mai successo prima d’ora; importante soprattutto grazie alla persona che avevo di fronte che in quel momento rappresentava tutto quello che noi vorremo nei momenti di bisogno. Alla fine di questa “chiacchierata” ci siamo scambiati email e telefono appunto per tenerci in contatto e concludendo con una preghiera nella speranza di rincontrarci.

 CELEBRAZIONE INTERNAZIONALE:

E’ Domenica ed è il giorno della messa eucaristica, il fulcro di tutto quanto. La messa è svolta non molto distante dal nostro accueil. Appena entriamo ci troviamo davanti ad uno spazio interno imponente e con una miriade di persone da tutte le parti del mondo. Ci avviciniamo e ci fanno passare attraverso una barricata per poi sederci su un tappeto non lontano da dove si svolgeva la messa. Inizia e siamo avvolti da un atmosfera caldissima, come le messe che vediamo in televisione con milioni di persone partecipanti. E’ animata da un coro internazionale, impeccabili direi. Le letture ed il vangelo sono lette in diverse lingue ed ovviamente senza omelia. A seguire il segno della pace e il Padre Nostro recitato in latino. Ma il momento più bello e significativo è stato quello della comunione, organizzazione che non ha lasciato desiderare di una virgola ma soprattutto comunione nel vero senso della parola...migliaia di persone divise per la lingua, lo stato sociale, la condizione fisica e tante altre cose ma tutte unite per un solo motivo, incontrare qualcuno per dare speranza…Gesù!

 GROTTA 1: 

Per la prima volta andiamo a far visita alla grotta. Non è stato molto toccante, anzi…sicuramente la predisposizione non era quella giusta, e quindi entrato dentro sono stato preso non tanto da quello che c’era, che si sentiva e che si toccava, ma dalla gente che ne era attorno; dal loro trasporto, da come toccavano quelle roccia e dalle loro lacrime. Non capivo molto di quello che stava succedendo… tutte quelle persone che avevano quei comportamenti mi avevano fatto pensare ad una esaltazione di quel momento e quindi ho vissuto il momento con molto scetticismo e distacco.

 ROSARIO 1: 

La sera a conclusione della giornata ci siamo posti dall’altra sponda del fiume di fronte all’immagine della Madonna nella grotta, e per ringraziare dei momenti che stavamo vivendo abbiamo recitato il Rosario insieme alle nostre amiche dei servizi nel refettorio. In quel momento ho riflettuto molto e pregato molto per tutti coloro che mi stavano attorno, ed anche un pensierino per me affinché vivessi a pieno questa esperienza e soprattutto comprendessi tutto quello che stavo facendo senza lasciare nulla al dubbio…una richiesta un pò difficile ma con effetto immediato e inconscio è stata esaudita. In quel momento spiccavano nuove sensazioni.

 BAGNO:

Arriviamo davanti a questo grande padiglione diviso in due parti, maschi e femmine. La fila era lunghissima e c’era gente che aspettava da ore e ore in 4 file di lunghe panche…io non ho dovuto fare la stessa procedura stando sulla carrozzella. Appena arrivo mi fanno alcune domande, ma nessuno di loro era italiano e quindi non capivo molto, l’unica cosa che potevo fare era sorridergli e dare cenni di assenso…dopo una piccola attesa mi stendono su un letto con delle rotelle e mi portano davanti alla porta dove vi era l’accesso alle varie stanze delle vasche. Mancavano pochi minuti all’apertura e i responsabili davano le ultime indicazione agli operatori. Le porte si aprono e sono il primo ad entrare; mi portano dentro una stanza dove ci sono 4-5 volontari e fortunatamente quello che dirigeva il tutto era italiano. Mi spogliano nella massima accortezza e senza farmi fare un minimo sforzo. Recitiamo un Ave Maria e mi chiedono se sono pronto ad entrare, annuisco ed entriamo. Mi stendono un velo bagnato sulla pancia e subito mi immergono nella vasca per qualche secondo. La prima sensazione è di freddo, a seguire la perdita del controllo delle emozioni e l’impossibilità di riuscire a pensare, parlare o fare gesti…totalmente fuori controllo dunque. Ripensandoci ancora non riesco a comprendere cosa sia successo e inevitabilmente ogni tentativo di descrizione è inutile e di frivola importanza a confronto della realtà vissuta.

 GROTTA 2:

Subito uscito dalla vasca, con una sensazione di freschezza e leggerezza dentro andiamo a far visita alla grotta per la seconda volta. Questa volta le sensazioni sono ben altre: gli atteggiamenti delle persone che erano lì erano passate in secondo piano e compresi facilmente poiché le stesse cose le stavo provando io. L’aria che si respirava aveva uno strano profumo che riempiva i polmoni e che trasmetteva piacere, la roccia che mi circondava faceva uno strano calore e finito il giro passando davanti la statua della Madonna un emozione di nuovo fuori dal mio controllo e dalla mia razionalità. Anche per la descrizione di questo momento perderebbe di valore descriverlo con mille altre parole…

 ROSARIO 2:

 La sera, dopo una riunione di gruppo, ci siamo disposti per recitare, o meglio per donarci con il rosario. Anche questa volta è stato un momento molto profondo ed importante; un momento di fermo, nel quale possiamo dire di aver applicato lo “Stare”; a mio avviso un momento che solo ora posso dire con convinzione che è stato fondamentale per la nostra esperienza poiché abbiamo avuto la possibilità di liberarci di tutto quello che sentivamo e di proporre le nostre intenzioni di preghiera e aiuto. In quel momento io sinceramente non sono riuscito a chiedere più del bene e il meglio per tutti coloro che mi stavano attorno, sperando nella loro tranquillità e realizzazione di tutto ciò che si necessita. Spesso ho sentito dire che facendo certi tipi di esperienza e sentendo parlare dei miracoli uno potesse provare e sperare a chiedere il “miracolo”, ma proprio non ci sono riuscito a pensarci…forse proprio perché di miracoli in questi giorni ne avevo visti ben troppi…

 FIACCOLATA:

Momento storico e una tappa fissa  del percorso di Lourdes. Ci vengono consegnate delle candele e suggerito di accenderle! Siamo gli ultimi della nostra fila e ci troviamo davanti a noi una miriade di persone con queste fiaccole illuminate. Si inizia a camminare ed inizia la celebrazione, ma forse presi dal giocare con le candele e dalla distanza del fulcro di tutto non abbiamo assistito a dovere inizialmente a ciò che si svolgeva. Andando avanti l’atmosfera si faceva sempre più viva e il calore delle persone che ci attorniavano si sentiva sempre più. Il cammino era allietato da canti e da gesti simbolici come segno di offerta e ringraziamento alla Madonna. 

NOTTATA E ROSARIO!:

Giunti all’ultima notte e presi già dal dispiacere di partire, alcuni di noi decidono di rimanere svegli  prevedendo di passare la nottata giocando a carte o facendo una chiacchierata. Dopo di che accade tutto all’improvviso: tra una risata e una battuta decidiamo spontaneamente di scendere giù dall’ospedale per fare una passeggiata in piena notte (le 4 per precisione)…Passeggiamo lungo la sponda del fiume fino a che non arriviamo di fronte alla grotta e alla Madonna: ci fermiamo e continuiamo a scherzare… ma quello scherzare non bastava, forse mancava qualcosa. Istintivamente ci viene l’idea di concludere con un rosario, questa volta deciso da noi ragazzi e “organizzato” in maniera decisamente improvvisa e sprovvista! Privi di rosari, dei 5 misteri da recitare svolgiamo comunque a nostro modo il rosario. Ci disponiamo concentrati e orgogliosi a cominciare. Iniziamo ed a ogni 10 Ave Maria diciamo le intenzioni, le più sincere e sentite di cuore. Concluso il rosario la stanchezza incombeva e cosi decidiamo di andarci a fare una bella bevuta di acqua Santa per rigenerarci…In abbigliamento da notte, in pigiama, ci avviamo a tornare nell’accueil e presi dalla voglia di fare, apparecchiamo per quello che abbiamo potuto, per la colazione della mattina seguente con una felicita interiore che sprizzava dai visi di ognuno di noi. Finito di preparare i tavoli, andiamo a dormire giusto il tempo di 15 minuti per poi subito risvegliarci per preparare la partenza. Anche questa situazione dove il tutto è stato dettato da noi ragazzi penso sia stata una cosa molto forte e particolare!

 GROTTA 3:

La mattina seguente dopo la colazione non poteva mancare l’ultima visita alla grotta per un ultimo saluto, questa volta con mamma. Delle tre volte senza dubbio è la più sentita. L’emozione che si prova ogni volta che ci si avvicina a quel luogo è sempre nuova e si potrebbe scrivere un libro solo per descriverne ognuna di essa. Parole non ne trovo ma posso dire che a passare li davanti l’emozione e i sentimenti che si provano sono sempre pieni di stupore, sempre! E non mi stancherò mai di ripetere che ogni volta che sentivo queste sensazioni perdevo il controllo di tutto quello che ho sempre avuto la sicurezza di avere…

  VIAGGIO RITORNO:

Andati via dall’ospedale ed arrivati al treno attendiamo un pò di tempo, aspettando che finissero di caricare le valigie. Questa volta il viaggio passa molto veloce e con pochissime interruzioni, ma la nostalgia già si comincia a sentire e l’immagine di tutto quello che avevamo vissuto riaffiorava dal finestrino del treno mentre scorreva il tempo veloce. Giunti a Roma e scaricate le valigie arriva il momento dei saluti e delle foto con tutte le persone che sono state a noi vicine in questi giorni di servizio, persone fantastiche che ne parlerò nell’ultimo “capitolo” qui in basso.

 IL SERVIZIO E LE PERSONE:

Scopo di questa avventura era il servizio: io ero l’addetto alla distribuzione del vino nel refettorio insieme agli altri del gruppo che erano impegnati nel servire i pasti a tavola. Appena immersi nei nostri servizi ci siamo trovati davanti diverse volontarie come noi che venivano a Lourdes già da un pò di anni. Non ci è voluto molto per istaurare un rapporto di fiducia reciproca e amicizia! Il momento del servizio che magari delle volte poteva risultare pesante è stato sempre allietato da queste presenze, insostituibili direi!!! Un rapporto che inevitabilmente è andato anche al di fuori del servizio nella mensa, insieme infatti abbiamo svolto anche il rosario. In questi giorni e grazie ripeto anche alle persone conosciute ho appreso in maniera più appropriata la parola servizio. Vedendo attorno a me svariati tipi di situazioni di persone in carrozzina e con davvero i più gravi problemi che possiamo immaginare, mi ha portato a riflettere su più punti compreso quello del fare servizio nonostante la mia condizione che non mi ha impedito di svolgere a pieno le mie attività prefissate. Vedere la gente sorridere e con una convinzione impressionante di quello che facevano, era qualcosa che lascia parlare da sé. Spesso nella nostra vita quotidiana ci abbattiamo, arrabbiamo e ci desoliamo per le cose più frivole di questo mondo, dandogli  un' importanza che non è degna nemmeno di un pensiero, mentre chi è a contatto con dei “problemi” che vanno al di fuori della nostra immaginazione ha la forza di ridere sempre e di affrontare ogni tipo di sfida senza mai abbattersi o abbandonare il campo di battaglia. Può sembrare strano ma queste persone, come dice Gesù nel Vangelo, sono più fortunate (beate) di noi poiché hanno conosciuto e convissuto con il dolore fisico, ma hanno trovato una pace interiore..quella che noi tutti cerchiamo ma che fatichiamo fino allo stremo per raggiungerla. L’esperienza di Lourdes è come un puzzle e senza toccare e rendercene conto, di ogni piccolo pezzo non riusciremo a viverla a pieno. Ma acquisito ogni piccolo tassello che il posto offre riesci ad entrare in un mondo diverso di cui tu stesso ne fai parte, e che inconsciamente ti travolge e ti fa fare cose che nella vita di tutti i giorni sarebbero impensabili ed incredibili. Ed è proprio lo stupore che dobbiamo portare nella vita di tutti i giorni, lo stupore per tutto quello che viviamo ogni singolo momento che è sempre diverso e non è mai una ripetizione…perche solo vivendo la vita cogliendo ogni sua sfumature che riusciamo ad apprezzare meglio quello che siamo e quello che ci sta attorno! ARTURO

 

GUIDONIA 22 luglio 2010 ore 6,30

Quando un anno fa nell'elaborare il programma del gruppo per il 2009-2010 pensavamo di chiudere le attività con il campo estivo a Lourdes, ci sembrava di andare un pò troppo oltre alle nostre possibilità di piccolo gruppo parrocchiale. Eppure, dopo un anno di servizio alla Mensa Caritas, come dare seguito a questa esperienza, esaltarla e nobilitarla con un momento di verifica e di preghiera? Più cercavamo alternative e più "Lourdes" si avvicinava. Alla fine abbiamo osato, ed ora siamo 15 persone a qualche ora dalla partenza. Una partecipazione eterogenea di persone, ma sicuramente con le stesse emozioni, stati d'animo, ansie, gioie. L'entusiasmo è alle stelle e le mille incognite di questa avventura si stanno lentamente dilatando: la Mamma celeste già si sta facendo sentire per accoglierci nel Suo tenero abbraccio d'amore. Arrivati alla meta, ai Suoi piedi metteremo tutto quello che abbiamo fatto in questi mesi di attività e i progetti futuri. Porgeremo anche le nostre preoccupazioni, le fatiche, le sofferenze nostre e dei nostri cari. Chiederemo la forza per aiutare in questa settimana i fratelli malati e la grazia di vedere in loro il volto di Gesù. La ringrazieremo per tutti i doni che quotidianamente riceviamo, compreso questo di respirare nei luoghi dove si è manifestata alla persona più umile e povera del mondo: Bernadette. Un luogo magico per ritrovare noi stessi e abbandonarci tra le Sue braccia! Buon Campo a tutti! STEFANO e GIANNA

ore 10,12 Pullman

Carica a mille. Siamo tutti pronti, le valigie sono state sistemate e adesso ci stiamo sentendo un pò di musica. Abbiamo tutti le nostre preoccupazioni, addirittura c'è chi ha una sorella che si sta operando in questo istante, eppure siamo qui: pronti a donare tutto a che ne ha bisogno. Anche se poi guardiamo gli effetti siamo noi che abbiamo più bisogno, come è vero che siamo noi che ci arricchiamo. Durante l'anno abbiamo svolto il lavoro di "volontari" aiutando gli altri alla mensa caritas e in altre iniziative. Ammirevole, certo, ma quando faccio il conto penso che io ho dato a quelle persone solo l'1% del mio tempo e vorrei fare di più. Vorrei che quest'esperienza mi aiutasse a dare di più. GIADA

ore 12,21 Stazione Ostiense

L'adrenalina, se così si può chiamare, cresce. Mentre io me ne sto seduta su una panchina  da cui scrivo, Valerio e Gigi sono andati ad accogliere e aiutare una signora. Il clima di "servizio" già si fa sentire! Che caldo! Ma il treno dov'è???

Ore 13,36 

La partenza era prevista per le 13,15 ma il treno sta facendo ritardo e fa caldissimo. Per fortuna ciò non influisce sul morale del gruppo che, per fortuna, rimane alto.  GIADA                                               

ore 18,15 Livorno Centrale

Il treno si è fermato per far salire altri pellegrini ma, passati già 20 minuti, non c'è aria che riparti. Fa caldo, molto caldo, ma si scherza e si ride. Abbiamo cominciato a fare servizio: consegnare l'acqua, i cestini del pranzo, la pulizia dei vagoni e dei servizi. Il nostro gruppo occupa tre compartimenti. I ragazzi stanno chi a sentire la musica, chi a vedere un film, o a chiacchierare. Francesca e Martina stanno in corridoio, buttate fuori da alcuni "prepotenti". A parte gli scherzi, fino ad ora va tutto bene, in perfetta letizia. STEFANO

Sera - Stazione La Spezia

La vita a volte prende pieghe che la ragione umana non riesce e non può spiegare. Un ragazzo, una vita, finita, svanita. In questi momenti viene fuori, in me almeno, uno scettiscismo insolito dominato dal dolore. Un saluto, un bacio per lasciar partire un figlio da cui non ci si è mai separati, un pezzo di cuore che pulsa, forte nel petto. Un saluto che si tramuta in addio. Un addio che brucia e piange...è impossibile anche capire quando. Se sento cose così, mi rammarico del fatto che la mia coscienza si divida in due parti. Una, forse la più giusta, che mi dice che è tutto nelle mani del Signore che l'assisterà e conforterà chi lo amava con tutta l'anima. La seconda parte, probabilmente, la più sbagliata, mi urla come può succedere una cosa del genere, come può essere? Quanto soffriranno i familiari? La vera fede, credo sia proprio nell'abbandonarsi completamente alla prima parte. Ma perché è così difficile? GIADA

23 luglio - camera

Seduta di fronte all'enorme finestra della camera mi trovo a rivivere la giornata di oggi. Risveglio traumatico dopo una notte per la maggior parte insonne, viene portata la colazione e ci prepariamo per una nuova giornata! Ancora ore di treno che passano, più o meno, velocemente tra una risata, uno scherzo e una giocata a carte...poi finalmente l'arrivo a Lourdes! Dopo poco tempo in pullman, arriviamo e ci vengono mostrate le nostre camere. Sistemiamo i bagagli e siamo pronti per mangiare alle...18,30! GIADA

26 luglio - ore 20,55

Caro diario, probabilmente fino ad ora non ti ho mai scritto perché non ho sentito di avere il momento giusto. Beh, ora forse è arrivato il momento. In questi giorni le emozioni si sono susseguite e sono state moltissime. Non è facile spiegarle, e anche cercando di spiegarle al meglio, non ne sarei comunque capace, poiché sono emozioni che non si possono descrivere, vanno solo vissute per poterle capire veramente. L'emozione più forte probabilmente è stata la prima volta che sono stata alla grotta. Anche il bagno è stato una grande emozione, inspiegabile ma qualcosa di impressionante. Questi ultimi giorni me li vorrei godere al massimo, anche se la stanchezza si fa sentire, vorrei terminare al meglio. Ora devo lasciarti. ciao. FRANCY

27 luglio

Per me Lourdes è stato un percorso di rafforzamento nella fede, nell'amore verso il prossimo, verso l'ultimo, è stata un'esperienza che mi ha regalato emozioni indescivibili ma profonde. Il percorso non è finito anzi, probabilmente è appena iniziato e sicuramente non sarà facile riuscire a portare anche nella quotidianità di tutti i giorni l'eccezionalità vissuta in questi giorni, ma davanti alla grotta, abbracciata da Maria ho capito che sarà sicuramente difficile ma non impossibile con il suo aiuto. Grazie a tutti...CRISTINA

29 luglio - Imperia ore 8,00

Siamo a metà strada di questo lungo viaggio di ritorno, la colazione è stata passata da poco, le coperte e le lenzuola sono state portate via, ma nonostante tutto questo i ragazzi, i maschi, dormono per recuperare il sonno perduto. E' stata una settimana intensa, fitta di emozioni, di stati d'animo che sicuramente non siamo abituati ad avere. Arrivare a Lourdes e trovarsi subito davanti una fila interminabile di carrozzine, è indubbio che ti lascia un pò "spiazzato", non perché non te lo immagini, ma semplicemente perché vederlo con i propri occhi è tutt'altra cosa; vedere una persona in carrozzina fa già di per sè un certo effetto, come una scossa; vedere quella moltitudine di persone in quelle condizioni, non è più una semplice scossa, ma un vero e proprio "scuotimento prolungato"....Come se qualcuno ti prende e comincia a scuoterti fino a farti cascare tutte le cose che hai addosso...ecco, è questa la sensazione che ho provato...davanti a quelle persone, a quelle tantissime persone; cascono molte delle nostre certezze, delle nostre sicurezze; loro nella loro condizione lì a Lourdes, segno di una fede a dir poco forte...loro lì a farmi capire che di strada ne devo fare ancora tanta. Quando arrivi davanti alla grotta, davanti a Maria, facilmente si riesce a fare silenzio dentro se stessi, di liberarsi da tutti i pensieri...Sono sensazioni, quelle sensazioni che in questi casi si dicono "indescrivibili"!!! Ci si accorge di quanto sia difficile nella vita quotidiana trovare il tempo e il modo per avere questi momenti...Ti accorgi ancora di più di quanto la nostra vita sia piena di cose frivole, di perdita di tempio, di parole inutili...di tutte quelle cose che ci allontanano, che cercano di allontanarci dall'abbraccio di Maria, un abbraccio che abbiamo sentito forte in questi giorni, come forse non non ci era mai successo. Per il momento può bastare!ALESSANDRO

29 luglio - Genova ore 9,30

Caro diario, ormai questa esperienza è quasi conclusa. Sono ormai rimaste poche ore di viaggio, ma non si può far altro che ripensare alle magnifiche emozioni che abbiamo provato in questa settimana a Lourdes. Probabilmente il rosario più bello è stato quello che abbiamo fatto spontaneamente alle 4,30 dell'ultima notte, non sapendo nemmeno i misteri, però in quella notte di veglia siamo stati molto bene noi ragazzi. Successivamente abbiamo addirittura apparecchiato tutta la sala della mensa, per fare una bella sorpresa alle dame. Tutto è andato in modo stupendo e le emozioni provate sono indescrivibili...Ora devo lasciarti per la riunione... FRANCY

29 luglio

Caro diario, è ormai arrivata la fine di questo campo fantastico pieno di emozioni. Da quando sono arrivato a Lourdes mi sono sentito a mio agio, anche con le persone che facevo servizio. Io a Lourdes prestavo servizio al refettorio, cioè davo da mangiare a colazione, a pranzo e a cena. Dopo i pasti pulivamo il refettorio e poi ci andavamo a riposare, poi quello che il programma diceva facevamo. Ho fatto anche un altro compito prima di partire, ho caricato le valige e l'ho scaricate. Mancano circa sette ore all'arrivo. Spero di tornare l'anno prossimo a fare questa esperienza. E spero che ci siano le ragazze che hanno prestato servizio con noi. LUIGI

29 luglio

Beh siamo quasi arrivati, mancano sei ore e io da ieri sera sento la nostalgia di quel posto, di quella pace che c'era. Ora ripensando a tutto quello che è successo posso dire che fra una discussione e un chiarimento eravamo sempre più uniti. Mi manca tutto, quel posto era diventato casa mia, era un posto magico. Dove ho conosciuto persone importanti con cui ho legato molto. Il mio compito a Lourdes era quello di pulire e sistemare le stanze con Cristina e molte altre signore che venivano già da molto tempo, e quindi ci hanno spiegato cosa dovevamo fare.. Ora tornando a casa penso che potevo fare molte altre cose. Quando passavo vicino alla Madonna mi sentivo attratta come una calamita. Comunque posso dire che è stato fantastico, e visto che Stefano ci ha riferito che ci ritorneremo, beh io verrò con molto piacere. Perchè quando ero lì nulla mi pesava, solo ogni tanto un pò di sonno perchè ci svegliavamo presto, ma del resto tutto fantastico, bellissimo; non si può raccontare questa esperienza, bisogna viverla al 100%. Io non l'ho fatto però spero che la prossima volta sarà ancora più bella e fantastica. MARTINA

29 luglio - ore 13,30

Mancano poche ore alla conclusione di questo campo estivo, e a casa torno con uno zaino in più. Lo aprirò lentamente all'arrivo, piano piano, e come un forziere pieno di ricchezze, mi gusterò le cose che ho riportato da questa meravigliosa avventura. Tante emozioni, riflessioni, esperienze, stati d'animo che ho racchiuso in tante piccole scatoline che meritano di essere aperte e gustate diluite nel tempo. Non voglio che neppure un secondo di questa settimana vada perso. E quando arriverò all'ultima scatolina, sarà passato un anno e sarà arrivato il momento di ripartire di nuovo verso Maria. Voi ragazzi, in questo campo siete stati dei pirati perfetti: galantuomini pronti ad aiutare tutti, ultimi nella fatica e primi ad affrontare le difficoltà. Alla fine è spiccato in tutta Lourdes un solo grido: "AAAAAAAAAAAAAAABE'!". Lì ci stavate voi e lì tutti venivano a conoscere vere persone capaci con il sorriso e l'allegria ad affrontare ogni tipo di impegno richiesta. Bravi! La Croce che abbiamo fissato sul suolo di Lourdes e vicino alla grotta di Maria, testimonia che siamo passati nella terra della mamma più buona e meravigliosa del mondo, ed ora sappiamo che abbiamo il dovere di ritornare e controllare che nessuno l'abbia tolta. E' un richiamo a cui non possiamo rinunciare, un pensiero a Maria che ci accompagnerà per 365 giorni ancora! STEFANO

29 luglio

Stiamo tornando a casa e le emozioni sono tante, spero che neanche una vada persa. L'esperienza di Lourdes è stata molto diversa dagli altri campi, perchè era attraversata dal servizio e nell'amore verso il prossimo. In confronto agli altri campi devo proprio dire che se non la provi non puoi spiegare le varie ricchezze di quel posto magico riscaldato da quell'abbraccio amoroso di Maria. ALESSIO

29 luglio

Siamo in treno, tutti sorridono e sono contenti, ma nell'aria si respira la malinconia e la tristezza che tutti portano dietro allontanandosi da Lourdes. Nonostante questo la nostra settimana è stata fantastica e ricca d'emozioni. Il primo giorno all'arrivo l'emozione era tanta, e questa grande emozione ci ha spinto per tutto il tempo. Questi giorni mi hanno fatto crescere molto spiritualmente e caratterialmente. Non c'è comunque molto da dire, per capire fino in fondo bisogna provare quest'esperienza. Spero solo di tornare il prossimo anno. VALERIO