Lettera aperta a Luca

Caro Luca,

oggi vederti sull’Altare a servire la S.Messa , ci ha riempito di gioia, di serenità, di fiducia.

E’ un privilegio poterti scrivere e condividere con te queste emozioni, certo, è sicuramente una cosa fuori da ogni schema ma ti conosciamo da tanto tempo e saprai capire che amiamo essere spontanei, con te in modo particolare, che ti sentiamo come figlio aggiunto nella nostra famiglia.

Vedi, ci hanno abituato allo stereotipo del giovane di oggi: bullo, violento, drogato, alcolizzato, viziato e così via, bombardandoci di notizie solo negative e invece sappiamo che non è così.

Oggi tu sull’altare rappresentavi quella gran parte di giovani di 16 anni, anzi la maggioranza, dall’animo nobile, coraggioso, aperto, pulito, che non temono di andare controcorrente, di manifestare la propria fede, la propria libertà di decidere contro i luoghi comuni, di non aver paura dei propri pensieri e azioni.

 “Duc in altum” – prendi il largo - diceva Gesù a Pietro, ed è questo il messaggio che oggi tu lanciavi ai tuoi coetanei: abbiate fiducia non state a guardare, la vita vi scivola tra le mani,  abbandonatevi all’amore di Gesù, Lui saprà guidarvi e custodirvi con immensa misericordia.

Caro Luca,   noi non siamo in grado di dare consigli  a nessuno, ma possiamo sognare e gioire. Sognare un futuro migliore quando incontriamo ragazzi come te e gioire quando incontriamo la gioia nei vostri volti.

Tu ora non sentirti il peso di aver fatto una cosa grande, ma continua ad essere così come sei: spontaneo, semplice, umile, un esempio per i tuoi amici del gruppo, della scuola, del muretto.

E’ nelle cose semplici che Dio realizza grandi opere.

Grazie di questa opportunità.