E' nata: Associazione
Giovani Arcobaleno
Un'Associazione culturale e
ricreativa
che racchiude i valori e lo
spirito francescano
proiettata verso i giovani e
verso opere di volontariato.
Statuto
-
Domanda di
ammissione
AVVISI
Il 4 e 5 febbraio
Ritiro dei
ragazzi
del Gruppo Giovanile
Arcobaleno da P.Angelo alla Fraternità di Via della Maremmana
Tema:
"Con Francesco verso il
campo servizio estivo"
29 gennaio 2012
Primo appuntamento mensile
di servizio alla Mensa S.Lorenzo di Tivoli (Tonino-Cinzia-Stefano) 11,00
- 14,30
TG
Arcobaleno
Nasce il Tg
Arcobaleno. I normali organi di stampa, sempre
più spesso, ci raccontano solo fatti di cronaca nera, creando una
cultura del sospetto, del terrore, di odio, di paura. Crediamo
opportuno dar voce e visibilità a quello che secondo noi invece
prevale: l'amore! L'amore di tantissimi missionari, volontari,
genitori, ragazzi, che spendono la loro vita per gli altri o che si
rendono protagonisti di gesti di amore. Quindi segnalateci articoli
di giornale, fatti di cui venite a conoscenza, le vostre esperienze
e noi le pubblicheremo.
Vuoi diventare volontario e
rispondere alle necessità della Caritas di Tivoli, di Roma o partecipare
ad altre iniziative caritatevoli?
Comunicaci la tua disponibilità
e ti contatteremo
Vangelo del 29 gennaio 2012
VANGELO
(Mc
1,21-28)
Insegnava
loro
come uno
che ha
autorità.
+ Dal
Vangelo
secondo
Marco
In quel
tempo,
Gesù,
entrato
di
sabato
nella
sinagoga,
[a
Cafàrnao,]
insegnava.
Ed erano
stupiti
del suo
insegnamento:
egli
infatti
insegnava
loro
come uno
che ha
autorità,
e non
come gli
scribi.
Ed ecco,
nella
loro
sinagoga
vi era
un uomo
posseduto
da uno
spirito
impuro e
cominciò
a
gridare,
dicendo:
«Che
vuoi da
noi,
Gesù
Nazareno?
Sei
venuto a
rovinarci?
Io so
chi tu
sei: il
santo di
Dio!». E
Gesù gli
ordinò
severamente:
«Taci!
Esci da
lui!». E
lo
spirito
impuro,
straziandolo
e
gridando
forte,
uscì da
lui.
Tutti
furono
presi da
timore,
tanto
che si
chiedevano
a
vicenda:
«Che è
mai
questo?
Un
insegnamento
nuovo,
dato con
autorità.
Comanda
persino
agli
spiriti
impuri e
gli
obbediscono!».
La sua
fama si
diffuse
subito
dovunque,
in tutta
la
regione
della
Galilea.
Parola
del
Signore
Commento
Gesù
inizia
il suo
ministero
annunciando
il
vangelo
del
regno di
Dio (Mc
1,15).
Si ha un
regno
quando
c’è un
popolo
governato
da
un’autorità
sovrana
che
esercita
il suo
potere
per
mezzo
della
legge.
Dio è
Santo ed
esercita
il suo
dominio
per
mezzo
della
potenza
dello
Spirito
Santo;
la sua
unica
legge è
l’amore.
Vive nel
regno di
Dio chi,
nella
libertà
dell’amore,
si
sottomette
all’azione
potente
del suo
Spirito
che “è
Signore
e dà la
vita”.
Adamo ed
Eva con
il
peccato
si sono
ribellati
a Dio
sottraendosi
alla sua
sovranità,
ed a
causa
loro
tutti
gli
uomini
sono
stati
costituiti
peccatori
(Rm
5,12)
per cui
“giacciono
sotto il
potere
del
Maligno”
(1Gv
5,15),
il quale
regna
sull’uomo
con la
forza
della
menzogna
e con la
legge
del
peccato.
Gesù
Cristo,
nuovo
Adamo,
sottomesso
al Padre
con una
obbedienza
spinta
fino
alla
morte di
croce
(Fil
2,8),
ripieno
di
Spirito
Santo e
rivestito
di
potenza
dall’alto
al
battesimo
del
Giordano,
inizia
la sua
missione
instaurando
il regno
di Dio
con
autorità.
I demoni
si
sottomettono
a lui,
manifestando
così che
il loro
potere
sull’uomo
ormai
volge al
termine
e che il
regno di
Dio è
entrato
nel
mondo.
La
parola
di Gesù,
al
contrario
di
quella
degli
altri
maestri
del
tempo,
non
tende a
diffondere
delle
opinioni
dottrinali,
chiama
invece
gli
uomini
all’obbedienza
a lui
(1Pt
1,2) per
mezzo
della
fede(cf.
Rm 1,5;
6,16-17),
la
pratica
dei suoi
comandamenti(Gv
14,21) e
la guida
del suo
Santo
Spirito.
Oggi è
compito
della
Chiesa,
cioè di
ogni
cristiano,
far
arrivare
il regno
di Dio
ad ogni
uomo su
questa
terra.
Commento
Nel Vangelo di Marco è
la prima predica di
Gesù.
È brevissima, ma offre
una sintesi felicissima
dei temi fondamentali di
tutta la sua
predicazione: il
compimento del tempo, il
regno di Dio, la
conversione, la fede al
vangelo. Poi vi è la
chiamata dei primi
discepoli: è il
paradigma concreto di
ogni sequela.
Ci sono due indicativi
teologici che sono la
ragione dei due
successivi imperativi
antropologici: è suonata
l’ora messianica,
l’attesa è finita poiché
il regno di Dio si è
fatto vicino, è ormai
presente nella storia,
perciò non è più
possibile rimandare la
decisione, occorre
convertirsi, cambiare
cioè la testa e la
direzione del cammino
passando a credere al
vangelo.
Conversione e fede non
sono due azioni che si
succedono, ma due
momenti del medesimo
movimento: quello
negativo del distacco,
quello positivo di
fondare la vita sul
vangelo, cioè credere,
mettendosi a seguire
Gesù, appunto come
Simone e Andrea, Giacomo
e Giovanni.
Vangelo è il termine
greco che significa
lieta notizia nuova, e
una bella notizia
evidentemente porta
gioia. Il regno di Dio è
l’espressione
riassuntiva di tutta la
gioia. Gesù è questo
regno arrivato: la gioia
è qui a portata di mano.
Chi decide di seguire
Gesù è sicuro di
arrivarci anche lui.
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